ESCE DI CELLA
PER BENEDIRE UN FRATELLO
1578 31. Un frate uomo spirituale e amico di Dio,
abitava a Rieti nel luogo dei frati. Un giorno si alzò
e, sospinto dal desiderio di vedere Francesco e di ricevere
la sua benedizione, venne con viva devozione al romitorio
di Greccio, dove allora il Santo soggiornava. Francesco aveva
già preso il suo pasto e stava ritirato in una cella,
dove pregava e riposava. Siccome era quaresima, non ne usciva
che all'ora della refezione, per poi tornare subito al suo
isolamento.
Il nuovo arrivato rimase molto avvilito nel non trovarlo,
attribuendo la disdetta ai suoi peccati, soprattutto perché
gli era giocoforza rientrare al suo convento entro la giornata.
I compagni del Santo cercarono di consolarlo, ed egli stava
ripartendo. Si era allontanato per lo spazio di un tiro di
sasso, quando Francesco, per volontà del Signore, uscì
dalla cella, chiamò uno dei compagni (quello che era
solito accompagnarlo fino alla fontana) e gli disse: «Avverti
quel frate di voltarsi verso di me». Quello girò
la faccia verso il Santo, il quale tracciò un segno
di croce e lo benedisse.
Ricolmo di intima gioia e allegria, quel frate lodò
Dio che aveva esaudito il suo desiderio. La sua consolazione
fu tanto più grande, in quanto comprese che era stato
benedetto per volontà del Signore, senza sua richiesta
e senza intervento di nessuno.
Anche i compagni di Francesco e gli altri frati dell'eremo
ne furono stupiti, e ritennero quello un grande miracolo,
giacché nessuno aveva avvisato il Santo dell'arrivo
di quel frate. D'altronde né i compagni né alcun
altro frate osavano andare da lui se non erano chiamati. Non
soltanto a Greccio, ma dovunque Francesco soggiornasse in
preghiera, voleva stare totalmente isolato, e vietava che
qualsiasi andasse a visitarlo, se non chiamato.